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"Trasformeranno le loro spade in zappe, le loro lance in falci;

un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra."

( Isaia 2,4 )

( Nella foto: Rabbi Jack Bemporad, Francesco Cellamare, AlbaSali e Anthony J. Cernera )

 

«Le religioni hanno influenza su milioni e milioni di persone:  per questo devono assumersi la responsabilità del loro ruolo lavorando in modo attivo per la pace, a partire da quella interreligiosa». Jack Bemporad

> Leggi QUI l'articolo di Rabbi Jack Bemporad <

 

Tutte le informazioni sulle attività interreligiose di J. Bemporad sono sul sito www.ciunow.org

CIU ( Center for Interreligious Understanding) 

 Il riferimento italiano di Jack Bemporad, per i progetti interreligiosi è Francesco Cellamare, Presidente dell'Associazione NuoveLuci.

 

NuoveLuci è un'associazione no profit completamente dedicata alla diffusione e alla sperimentazione di metodi di crescita personale, emotiva e psicologica, che prevedano anche strutture, principi e valori ponte per una connessione spirituale, considerata come fondamentale per il benessere e l’equilibrio della persona.

Nella convinzione che ogni uomo abbia bisogno di Dio in qualunque modo voglia concepirlo, l’associazione si pone come interreligiosa.

 

Commento ai principi interreligiosi di Rabbi Jack Bemporad:

Come posso essere fedele alla mia religione senza essere infedele alla tua?

 

Rabbi Jack Bemporad è un uomo semplice, alla mano tanto da essere disarmante e la prima volta che l’ho visto, se non avessi saputo chi era, non avrei potuto credere di assistere al carisma che lo veste durante le sue conferenze sulla pace.

Insegnante universitario, filosofo, teologo diffonde un messaggio che induce a una riflessione che personalmente ho trovato rivoluzionaria; rivoluzionaria nel senso che solo attraverso alcune domande intelligenti, spiazza la mente da impostazioni antiquate e da visione sterili e ristrette, per portarla nel grande spazio della riflessione libera dove tutto può accadere e nuove intuizioni possono illuminare chi è disposto a scendere nei livelli più profondi delle sue parole.

Il livello più profondo e significante del suo linguaggio è tessuto dal fatto che Rabbi Jack, già all’età di 13 anni ha sentito che la pace, la collaborazione e la comunicazione costruttiva, dovevano essere realizzabile tra tutti gli uomini e nel cuore di ognuno di loro.

Jack aveva all’incirca sei anni quando in Italia furono istituite le leggi razziali ed ebbe la fortuna che i suoi genitori intuirono l’imminente pericolo e si misero in salvo negli Stati Uniti. Appena finita la guerra, tornarono in visita in Italia per vedere cosa e chi fosse rimasto. Con la nave approdarono a Palermo e lo scenario di desolazione che si aprì loro davanti, colpì così fortemente il giovanissimo Jack, che proprio in quel punto e in quel momento, decise che fino all’ultimo respiro avrebbe investito ogni sua risorsa ed energia, per ricordare agli uomini l’orrore della guerra e motivarli al servizio della pace. Fu questa la promessa che fece a se stesso e all’umanità intera e oggi che ha appena superato la soglia degli ottanta, la sua vita testimonia la fedeltà a quell’impegno acerbo.

Le domande che lui propone sono un vero e proprio percorso interreligioso e nascono dalle solide risposte che ha trovato nel suo viaggio di riconciliazione e mediazione passato attraverso se stesso per arrivare poi all’incontro con gli esponenti più in vista delle nazioni e delle più importanti religioni del pianeta.

Le domande fondamentali sono sostanzialmente due e per me sono state il ponte diretto per orientare i miei pensieri e il mio sentire su una strada che, nolente o volente, porta dritta nell’anima dei principi dell’Unione: la ragione è costretta ad indagare e sperimentare gli elementi comuni per i quali è possibile riconoscersi come tutti uguali.

L’induzione delle riflessioni che ne segue, scorpora le differenze dallo sfondo delle distinzioni che separano e le trasporta gentilmente su un piano che mette in rilievo gli elementi tra loro diversi come garanzia di ricchezza intellettuale, nonché di nutrimento spirituale e la diversità quindi viene esplorata come uno dei beni piú preziosi dell’umanità.

Una delle domande di Jack Bemporad che desidero qui commentare è la seguente:

Come posso essere fedele alla mia religione senza essere infedele alla tua?

Nella mia mente un quesito formulato in tale maniera non si era mai configurato... [ SCARICA PDF COMPLETO > QUI < ]