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Le costellazioni crearmoniche
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CALENDARIO

"Trasformeranno le loro spade in zappe, le loro lance in falci;

un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra."

( Isaia 2,4 )

RABBI JACK BEMPORAD:
MODERNISSIME CONFERENZE SU ANTICHISSIME PAROLE!

 


I PROFETI DELL’UMANO:
Amos, Osea, Isaia e Geremia


Con la partecipazione di AlbaSali
OGNI GIOVEDI PER 3 SETTIMANE
presso Associazione NuoveLuci - Via Ostiense 367 b ROMA


Ogni conferenza si concluderà con una sperimentazione di Costellazioni dal tema: Il profeta e io.
 

Non c’entra la religione, non c’entra la spiritualità, c’é solamente il mistero a noi giunto di come semplici uomini, già secoli prima di Cristo, esprimevano concetti illuminati e illuminanti, oggi più che mai attuali.
Nelle loro parole si rintraccia una profonda conoscenza della psicologia e di quelle che adesso
vengono chiamate “necessità sistemiche”.
Le necessità sistemiche sono delle regole sagge di comportamento che, inserite nel contesto di causa ed effetto, quando sono seguite, sono garanti dell’equilibrio di ogni sistema: personale, familiare, sociale… .
Un’antica conoscenza, sempre in grado di mettere l’uomo e la società al riparo dalla distruzione di se stessi e del mondo.
La loro straordinaria testimonianza apre nella storia, e per la prima volta, la rivelazione di come costruire la Pace e non la guerra, come realizzare la via di felicità e di sopravvivenza dell’uomo.
Rabbi Jack Bemporad ci fa dono delle parole dei profeti con una raffinata ed intelligente interpretazione che ha il potere di farci riflettere, e anche di suggerire direzioni che possono servirci proprio nel momento che ognuno di noi sta vivendo.


GIOVEDÌ 7 NOVEMBRE ore 18.30
Il Profeta AMOS
Amos insegna alla società che se essa vuole progredire, evolversi ed essere fiorente, deve avere a cuore i diritti delle minoranze, difendere i deboli, assistere i poveri e accogliere gli emigrati.
Se tutto questo non viene osservato, le società decadono e così l’essere umano.
Am 6,4-6: «Essi su letti d'avorio e sdraiati sui loro divani mangiano gli agnelli del gregge e i vitelli cresciuti nella stalla. Canterellano al suono dell'arpa, si pareggiano a David negli strumenti musicali; bevono il vino in larghe coppe e si ungono con gli unguenti più raffinati, ma della rovina di Giuseppe non si preoccupano».
Am 5,21-24: «Io detesto, respingo le vostre feste e non gradisco le vostre riunioni; anche se voi mi offrite olocausti, io non gradisco i vostri doni e le vittime grasse come pacificazione io non le guardo. Lontano da me il frastuono dei tuoi canti: il suono delle tue arpe non posso sentirlo! Piuttosto scorra come acqua il diritto e la giustizia come un torrente perenne».


GIOVEDÌ 14 Novembre ore 18.30
I PROFETI ISAIA e OSEA
I due Profeti spiegano che la fiducia riposta nelle armi è una forma di idolatria e che la credenza che la guerra sia una necessità indispensabile alla sopravvivenza è un inganno che porta solo distruzione, dolore e decadenza.
L’uomo deve riscoprire che la risoluzione di ogni conflitto può passare solamente dalla Pace e mai dalla guerra.
Le loro parole motivano l’uomo ad accogliere nel proprio cuore e come direzione una grande visione di Pace.
Is 2,4: «Egli sarà giudice fra le genti e sarà arbitro fra molti popoli. Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell'arte della guerra».
Os 14,3-5: «Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: “Togli ogni iniquità: accetta ciò che è bene e ti offriremo il frutto delle nostre labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più dio nostro l'opera delle nostre mani, poiché presso di te l'orfano trova misericordia”. Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò gratuitamente».
Is 19,24-25: «In quel giorno Israele sarà il terzo con l'Egitto e l'Assiria, una benedizione in mezzo alla terra. Li benedirà il Signore degli eserciti: “Benedetto sia l'Egiziano mio popolo, l'Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità”».


GIOVEDÌ 21 Novembre ore 18.30
Il Profeta GEREMIA
Geremia per la prima volta invita l’uomo all’ascolto della sua coscienza e insegna come colui che entra in se stesso e allinea le sue azioni alla coscienza, stringe un patto con l’umanità intera: la responsabilità di contribuire al mantenimento e allo sviluppo della società, portando ubbidienza a un punto di riferimento completamente interiore.
Geremia parla di un patto interiore come un nuovo centro di gravità per agire nel mondo completamente a servizio della buona coscienza e del buon senso.
Ger 31,31-34: «Ecco verranno giorni - dice il Signore - nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. Non come l'alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d'Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro Signore. Parola del Signore. Questa sarà l'alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il Signore: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il Signore, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il Signore; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato».